Donna alla finesta, 1822, C. D. Friedrich
23.2.10
Da un'altra parte.
Cerco qualcosa di sempre più bello che possa essere reso simile all’inconsistenza dei miei sogni. E’ un regalo che nella mia vanità mi farei volentieri: regalarmi a ogni risveglio una bellezza da guardare. Essere lì, a guardare, essere lì eppure essere in un altro posto. Insieme. Come un viaggio senza andata né ritorno, dove la luce è la stessa delle mattine d’estate o dei tramonti in montagna. Un viaggio lì, a guardare, rimanendo fuori, fuori dal mondo. E allora fuori come va? Fuori va che va da Dio. Un viaggio di noi per tutto il mondo, un viaggio che faremo e rifaremo. Sempre in viaggio, in un cuore o nell’altro, ma sempre nel mio. O nel tuo.
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