E' stata una di quelle giornate lunghissime, quelle che non hanno nè capo nè coda, ma sanno di frenesia pura, sanno di fresco, di buono; una di quelle giornate in cui il vento di novità ti arriva in faccia a spettinarti i capelli: di colpo il respiro ti viene a mancare, ma poi, in quel vento, ci affogheresti volentieri, subito.
R. è così.
È riprendersi in mano la vita.
E’ respirare odore di città.
Non aria pura, ma Vera.
“Respirala tutta e stacci in apnea”
R. è un fiume di luci di Natale.
È il freddo che scorre nelle maniche
Come granelli di zucchero il mattino.
R. è aperitivi in stile africano
dove però - che brutto dirlo - non si muore di fame
R. è una buonanotte di cassate siciliane
R. è un buongiorno uccellini, natura, parco, bambini
È chiacchierate lunghe senza senso
Un filo del discorso perso
Nel disordine di camere vissute.
R. è una bicicletta.
Rossa.
Vecchia.
E’ l’ombra che pedala accanto a te.
Compagna di piazze sfollate.
La strada la sa, se rallento lei procede.
Se mi giro, lei si gira, mi guarda le spalle.
Prosegue sicura.
R. è biblioteca.
Tossire tra i silenzi.
Ripetere in silenzio.
R. è piscina.
Pelle che si abitua a un cloro sconosciuto
E non sai più la casa tua qual’è
R. è mare.
È pelle.
Rossa.
Calda.
È ginocchia sbucciate
Scorciatoie improvvisate
R. è stringere mani - ciao, Cecilia -
A facce che saranno nuove una sola volta
ma che rischieranno di perdere il loro nome
in un impasto di dialetti e risate.
R. è l’altra metà
C’era un cavaliere che è vissuto dimezzato
E la storia aveva un lieto fine, mi pare
Perché non potrebbe valere anche per me?
Ho imparato a prendere e lasciare
A far passare
Mandare giù (e non solo il fumo delle sigarette)
A pensare lontano
A non pensare
Perchè qui le persone non le scegli
Ti capitano
Le prendi così come sono
Come vengono
Ma la barca è la stessa e ti piace remare con loro
Verso la stessa direzione.
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