Alcuni nascono col dono di saper distinguere, di sapere ciò che ti può far stare bene veramente. Altri, invece, fanno più fatica, amano portare camice aderenti, e così, lì, tra i bottoni, è ovvio che tutto risalta, anche il cuore.
Ma quegli alcuni, i primi, le camicie le portano sfiancate, leggere, perché per loro l’amore è proprio come una camicia stropicciata, ti abbraccia comunque e non invade; non gli importa quello che si prende o che lascerà, vivono d’approssimazioni, al fine di svincolare da quelle complicazioni che, a parer loro, rimarranno altre e degli altri. Gli alcuni sono abili nella scissione, che non vuol dire per forza stare divisi a metà, anzi, loro si sentono vincenti, tutti d‘un pezzo; filtrano col colino in mano, fanno scivolare l’acqua distillata che gli altri berrebbero come pura sorgente, mentre tengono per sé le tossine, le cose più sporche, aprendosi i bottoni della camicia per farci passare l’aria: è fresca come quella che si respira in cima al mondo.
Gli altri, i secondi, sudano già nel trovarla, la camicia più adatta, del colore che dona, ma una volta comprata in boutique, sudano ancora; la conservano con cura, talmente pulita da sembrare intoccabile, e a volte ci ricamano sopra le proprie iniziali, è la manifestazione di un possesso, e sudano. Invece, gli alcuni, si accontentano di cercare nella bancarella dell’usato - che non ha niente da invidiare alla boutique - dove tutto è pronto all’uso, dove se una cosa non va, la si può sempre gettare; ci sono meno sensi di colpa e più curiosità, più gusto, perché chissà da dove arriva quella camicetta, chissà chi l’ha messa, chi l’ha provata, chi ci ha sudato, chissà che sapore ha.
Fino a qui, fin quando gli alcuni e gli altri non s’incontrano, l’economia delle camicie gira senza intoppi. Poi capiterà che gli alcuni un giorno si sveglieranno con una camicia indosso che non è la loro, bensì quella degli altri, non si riconosceranno, i ruoli s’invertiranno come una camicia infilata alla rovescia, di fretta, nel risveglio. Del resto si sa che starsene in cima al mondo aumenta il rischio di una bella caduta.
mi piace un sacco il tuo blog, forse perché quando scrivevo, lo facevo in modo molto simile al tuo. o forse non è vero, però leggere i tuoi post mi ha ricordato il blog che tenevo un sacco di tempo fa.
RispondiEliminaadesso, invece, ho il cervello scarico e da mesi e mesi non mi viene mai in mente niente di significativo da scrivere
comunque, brava! :)
Grazie, sei gentile. Non preoccuparti per il cervello scarico, sono utili anche i periodi più aridi. L'ispirazione arriva quando meno te l'aspetti. (Ma è come l'amore?)
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