29.10.14
La moda è una cosa seria. E frivola
La moda fa riferimento a un'esperienza intima e personale. Nessun altro oggetto è tanto vicino alla nostra pelle e alle nostre attività quotidiane quanto lo sono l’abbigliamento e gli accessori. Nella sua materialità, nella sua dimensione visuale e nella sensazione che produce, l’abbigliamento possiede significati propri che danno vita a un arazzo di segni che impongono il proprio linguaggio al corpo di chi lo indossa, sia che questo avvenga per scelta o in maniera inconsapevole. La complessità intrinseca della moda tocca quindi in prima istanza e primariamente il sé. Se la moda, come la definisce Gianna Manzini (“La donna”, 1935), è una cosa seria, è anche leggerezza e non è estranea alla vanità, alla seduzione e al desiderio di apparire al meglio.
M. Lupano e A. Vaccari (a cura di), Una giornata moderna. Moda e stili nell’Italia Fascista, Damiani, Bologna 2009, p. 132.
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